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Ecco perchè gli informatici made in Italy emigrano!!
Le aziende italiane sono le più attive a sviluppare prodotti di software libero, ma purtroppo ancora oggi ignorano questa risorsa. La prova di quello che diciamo è testimoniata da Stefano Zacchiroli, 31 anni, ricercatore universitario emigrato da Bologna a Parigi, da poco project leader di Debian, distribuzione Linux con oltre mille sviluppatori al mondo. Debian è la mamma di Ubuntu, che oggi conta 12 milioni di utenti. Sostiene che la sua generazione comprende molte persone emigrate in Francia, Danimarca, Inghilterra, Germania e quando lui era all’università, nel bolognese c’erano una decina di sviluppatori Debian. Ora sostiene, non ce n’è più nemmeno uno. All’estero è frequente che le competenze nel mondo open source siano capite e pagate molto meglio che in Italia.Una recente ricerca di Accenture ha evidenziato come al lavoro gli italiani fra i 18 e i 27 anni sentano l’esigenza di installare tecnologia non standard.
In genere è software open source, come Firefox, Pidgin o Vlc, al cui sviluppo a volte partecipano. Egli inoltre si fa promotore di un messaggio: “Siamo la patria di Leonardo, possiamo fare grandi cose, ma difficilmente qui, perché non si investe in ricerca e innovazione”, lamenta Fabio Erculiani, che sette anni fa, a 17 anni, ha creato Sabayon, distribuzione Linux fra le più cool, usata da 70 mila persone. Come spesso accade in Italia anche per altri prodotti, purtroppo siamo gli ultimi tra i paesi del G7 per la spesa pro capite in ricerca e sviluppo e la produzione di brevetti.





